Cosa succede in un… batter d’occhio

Durante una qualsiasi giornata, la maggior parte di noi chiude e riapre velocemente le palpebre circa 15 volte al minuto, ovvero ogni 4 secondi circa.

Ognuno di questi brevissimi gesti, del tutto automatici, dura una frazione di secondo (per l’esattezza un decimo), ma nel frattempo i nostri occhi trattengono la visione dell’ambiente che ci circonda, senza mai oscurarsi.

Può sembrare strano, ma secondo un team della Università Medical Center Gottingen, in Germania, questo fenomeno avviene grazie ad una particolare attività del cervello, attraverso cui le informazioni visive vengono trattenute per un breve periodo di tempo formando un’immagine finale senza interruzioni. Qui, entrerebbe in gioco anche la corteccia prefrontale, un’area del cervello che si occupa della memoria a breve termine e del processo decisionale.

«La nostra ricerca indica che la corteccia prefrontale è in grado di calibrare le informazioni visive attuali ed elaborarle insieme a quelle ottenute in precedenza», ha spiegato dottor Caspar Schwiedrzik. «Questo ci permette di percepire l’ambiente esterno con più stabilità, anche quando chiudiamo gli occhi brevemente. Inoltre, quando vediamo un’espressione facciale, queste informazioni influenzano la percezione dell’espressione sul prossimo volto che vedremo».

Come parte dello stesso studio, gli scienziati della New York University stanno analizzando la corteccia prefrontale nel cervello dei pazienti con epilessia. In futuro, gli studiosi puntano a stabilire il ruolo della nostra sicurezza – la fiducia nella nostra percezione – all’interno della nostra memoria percettiva.

Lo studio, chiamato «Medial Prefrontal Cortex Supports Perceptual Memory» è stata pubblicato nel sito della NeuroscienceNews.

Text © Cover Media

Image © wenn

2018-10-08T23:25:04+02:00 05-10-2018|benessere|