Sintomi di una malattia: Google può darci una mano

Chi di noi, non appena avverte uno strano sintomo, non lo ricerca subito su Google per capire di cosa può trattarsi?

Anche se sappiamo bene che, in tanti casi, questa autodiagnosi si rivela più dannosa che benefica, in quanto aggiunge ai sintomi della presunta patologia (che in tutta probabilità non abbiamo) anche un problema di stress e ansia.

Eppure, secondo una nuova ricerca condotta presso le istituzioni mediche australiane St Vincent’s Hospital e la Austin Hospital di Melbourne, Dottor Google in realtà potrebbe esserci d’aiuto.

Lo studio ha coinvolto 195 pazienti ammessi al pronto soccorto: il 34.8% ha ammesso di aver cercato i sintomi sulla rete prima di arrivare in ospedale, mentre il 49% dice di ricorrere a questa risorsa informativa con regolarità.

Di tutti i partecipanti, 132 hanno dichiarato di essere in grado di comunicare il problema al proprio medico con più chiarezza se prima effettuano queste ricerche. Le persone più giovani, dai 18 ai 29 anni, sono quelle che più ricorrono a Internet (58%), mentre la percentuale cala per gli individui dai 60 in su (14%).

«Fare queste ricerche può aiutare il paziente a capire chiaramente quello che sta sentendo», spiega il dottor Anthony Cocco. «Ma in modo particolare, queste persone sono maggiormente in grado di fare delle domande specifiche al proprio medico e comunicare con più chiarezza».

La prossima volta che apriamo Chrome per rilevare i nostri sintomi, tuttavia, facciamo attenzione a non cadere nella trappola dell’ansia.

«Ovviamente, quando non ci sentiamo bene, siamo già abbastanza ansiosi», continua il dottore. «E la gente che arriva al pronto soccorso sta vivendo uno dei giorni più brutti della sua vita. Ma ad ogni modo, il nostro studio indica che fare queste ricerche non causa alle persone di recarsi di più al pronto soccorso».

La ricerca è stata pubblicata nella rivista scientifica The Medical Journal of Australia.

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2018-09-18T15:41:15+02:00 29-8-2018|benessere|